██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Giuseppe Tartini
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Giuseppe Tartini (Pirano, 8 aprile 1692 – Padova, 26 febbraio 1770) è stato un violinista e compositore italiano cittadino della Repubblica di Venezia, autore della celebre sonata per violino in sol minore Il trillo del diavolo. A lui è intitolato il Conservatorio di Trieste, mentre i comuni di Milano, Torino, Bologna, Firenze e Padova gli hanno intitolato ciascuno una via; Roma gli ha dedicato un largo.
Contents
• Opere
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Biografia
«Primo studio deve essere l'appoggio dell'arco sulla corda siffattamente leggero, che il primo principio della voce che si cava, sia come un fiato, e non come una percossa sulla corda. Consiste in leggerezza di polso, e in proseguir subito l'arcata; dopo l'appoggio leggero non c'è più pericolo d'asprezza e di crudezza»
(Giuseppe Tartini, "Lettera a Maddalena Lombardini Sirmen")
Nacque a mweqPirano in mwegIstria, cittadina allora appartenente alla mwewRepubblica di Venezia, l'8 aprile mwfa1692 da Giovanni Antonio Tartini, di origine fiorentina che prestava servizio come scrivano dei salicite-ref-1[1] della mwggSerenissima a Pirano, e Caterina Zangrando, di Pirano. Giuseppe era il quarto di sei fratelli, almeno due dei quali non raggiunsero la maggiore età, e tre sorelle. Alla morte del padre, avvenuta intorno al 1709 o 1710cite-ref-2[2], il fratello Domenico divenne il capofamiglia.cite-ref-3[3]
Entrò dapprima alla scuola dellmwjq'mwjgOratorio di San Filippo Neri, ma essendosi ben presto distinto per le sue brillanti disposizioni, fu inviato a mwjwCapodistria per completare i suoi studi al collegio dei mwkaPadri delle scuole. Fu lì che ricevette le prime lezioni di musica e mwkqviolino.cite-ref-4[4] Inoltre, l'arte della mwlgscherma gli divenne egualmente familiare, tanto che pochi potevano eguagliarlo.cite-ref-0-5-0[5]
I suoi genitori avevano creduto di poterlo avviare alla vita ecclesiastica come francescano, ma non riuscendovi lo mandarono, nel mwna1708, all'mwnqUniversità di Padova per studiarvi mwnggiurisprudenza e intraprendere la carriera di mwnwavvocato.cite-ref-0-5-1[5] Le sue grandi capacità gli resero questo studio così facile che ebbe anche il tempo di perfezionarsi nella scherma e di segnalarsi per parecchi duelli. Questa passione divenne tanto forte che Tartini avrebbe voluto recarsi a mwpaParigi o a mwpqNapoli per diventare maestro d'armi. E avrebbe certo messo in atto questo progetto senza esitare se non si fosse innamorato di una damigella, Elisabetta Premazore (1690-1769)cite-ref-6[6], nipote del cardinale ed arcivescovo di Padova mwqwGiorgio Cornaro, a cui dava lezioni e che Tartini sposò in segreto il 27 luglio mwra1710 nella mwrqChiesa del Carmine, attirandosi l'ira della sua famiglia e, secondo Francesco Fanzago, anche quella del cardinale stesso. In realtà, i documenti hanno dimostrato che il matrimonio aveva avuto regolare consenso del vescovo, oltre alla dispensa dalle usuali pubblicazionicite-ref-7[7]. Non gli restò altra scelta che lasciare la sua sposa a Padova, che venne rinchiusa in un convento, e fuggire a mwsgRoma, travestito da mwswpellegrino. Non trovando sicurezza in nessun luogo, errò di città in città finché trovò un rifugio sicuro presso il mwtaSacro Convento di mwtqAssisi, il cui guardiano, padre Giovanni Battista Torre che era un suo parente, lo accolse e assecondò il suo interesse per lo studio del violino.
Dimorò due anni in questo convento e si applicò allo studio del mwwqviolino che aveva quasi completamente trascurato a mwwgPadova.cite-ref-8[8] Tartini fino ad allora aveva studiato violino solo per tre mesi all'età di dodici anni.cite-ref-9[9] Le "frequenti musicali lezioni"cite-ref-10[10] di mwzwBohuslav Matěj Černohorský, celebre organista che in quel periodo esercitava presso il medesimo convento, qui chiamato semplicemente "padre mwaaBoemo", completarono la sua iniziazione all'arte della musica. Un altro vantaggio che ebbe per lui questo ritiro isolato, fu il totale cambiamento del carattere: da violento e superbo che era, divenne amabile e modesto e perse per sempre, grazie a questa vita tranquilla, i difetti che erano stati all'origine di tutte le sue sventure. Il suo nascondiglio era rimasto a lungo sconosciuto; ma un incidente imprevisto lo fece scoprire: suonando il violino nel coro della chiesa, un colpo di vento sollevò la tenda che lo nascondeva alla vista dei presenti e fu riconosciuto. Tartini si credette perduto, ma quale fu la sua sorpresa quando seppe che il cardinale l'aveva perdonato e lo cercava per condurlo nelle braccia della sua sposa!
Nel mwag1714 si ritirò ad mwawAncona dove aveva trovato impiego suonando nell'orchestra del teatro "La Fenice" (il mwbaTeatro delle Muse non era ancora stato costruito). Qui ebbe modo di perfezionarsi sotto la guida di un eccellente musicista per altri versi sconosciuto: tale Giulio Ternicite-ref-11[11]. Ad mwcqAncona, Tartini elaborò un modo nuovo di suonare il violino scoprendo il notissimo fenomeno del mwcgmwcwterzo suonocite-ref-12[12] (toni risultanti o mweatoni di Tartini) ovvero della risonanza della terza nota dell'mweqaccordo, quando si fanno sentire le due note superioricite-ref-13[13].
Rientrato a Padova nel mwfw1716, ebbe in quell'anno l'occasione di ascoltare un'esibizione, a mwgaVenezia presso casa mwgqMocenigo, del famoso violinista mwggFrancesco Maria Veracini durante un concerto in onore del mwgwprincipe elettore di mwhaSassonia, il futuro mwhqFederico Augusto III: Tartini rimase talmente colpito dalla sua tecnica ardita e nuova, che decise di ritornare nelle mwhgMarche per perfezionare soprattutto la tecnica dell'arco. Tra il mwhw1717 e il mwia1718 praticò infatti nelle mwiqMarche dove figura essere stato anche mwigprimo violino nell'orchestra del mwiwTeatro della Fortuna di mwjaFano.
Nel mwjg1721 la Presidenza della mwjwVeneranda Arca di Sant'Antonio chiese a Tartini di prestare servizio presso la basilica. Tartini accettò ed il 16 aprile del mwka1721 venne messo a capo dell'mwkqorchestra di mwkgBasilica di Sant'Antonio di Padova,cite-ref-14[14] presso la Cappella Musicale del Santo, una delle meglio assortite d'Italia, all'epoca composta da quaranta musicisti, di cui sedici cantanti. Fu assunto senza dover superare alcuna prova, come era invece uso, e con la concessione straordinaria di potersi recare in altre città e nei teatri senza dover presentare richiesta scritta, la cosiddetta mwlwsupplica, ma semplicemente chiedendo il permesso di assenza al Maestro di Cappella. Inoltre, le sue assenze non comportavano alcuna riduzione di onorario. Tuttavia, anch'egli veniva valutato nelle annuali mwmariballotazioni, ossia quelle verifiche a cui la Presidenza della Veneranda Arca sottoponeva ciascun membro della Cappella musicale.
Nel mwmg1723 fu chiamato a mwmwPraga per l'mwnaincoronazione dell'mwnqimperatore di mwngBoemia mwnwCarlo VI, città dove rimase per ben tre anni con il suo amico mwoaAntonio Vandini, violoncellista al servizio del conte mwoqFrancesco Ferdinando Kinsky. A mwogPraga Tartini ebbe l'occasione di entrare in contatto con le personalità musicali più importanti dell'epoca come mwowJohann Joseph Fux, mwpaAntonio Caldara e mwpqSylvius Leopold Weiss.cite-ref-15[15] È in questa città che mwqgQuantz lo sentì, e ne parlò in questi termini:
«Tartini è un violinista di prim'ordine, ricava dei suoni molto belli dal suo strumento, le sue dita e il suo archetto gli obbediscono egualmente bene, esegue i passaggi più difficili senza pena, fa con perfezione e con tutte le dita,
trilli
e anche doppi trilli e suona molto nel registro acuto, ma la sua esecuzione non ha niente di toccante, il suo gusto non è nobile e spesso è del tutto contrario alla buona maniera.»
Nel mwrg1726, i problemi di salute causati dal clima praghese lo costrinsero a rientrare in Italia, assieme all'amico Vandini. Si stabilì quindi nuovamente a Padova, dove riprese la sua attività presso la basilica antoniana. A partire da quest'epoca nulla poté più convincerlo ad accettare di mettersi al servizio di uno straniero, per quanto vantaggiose fossero le proposte che gli venivano fatte. Grazie alla flessibilità del suo contratto di lavoro, poté esibirsi in numerose città: la sua presenza come musicista è testimoniata a mwrwParma (mwsa1728), a mwsqBologna (mwsg1730), a mwswCamerino (mwta1735), a mwtqRoma (molto probabilmente nel mwtg1737), a mwtwFerrara (mwua1739), a mwuqVerona e, soprattutto, a mwugVenezia.
Nel mwva1728 fondò a Padova la Scuola delle Nazioni, una scuola di violino nella quale Tartini poté formare molti allievi provenienti da tutta Europa e che in seguito divennero famosi violinisti: lo si chiamava mwvgil Maestro delle Nazioni e la sua scuola fornì grandi musicisti a mwvwFrancia, mwwaInghilterra, mwwqGermania e mwwgItalia. Pagin, ad esempio, si recò espressamente a Padova per formarsi sotto la sua direzione. Fra i suoi allievi, si annoverano mwxaPietro Nardini, mwxqPasquale Bini, Paolo Alberghi, Domenico Ferrari, mwxwDomenico Dall'Oglio, Joseph Touchemoulin, Carminati, mwyqMaddalena Lombardini, Lahoussaye e mwywCapuzzi. Oltre tali nomi, deve essere ricordato, fuori dalla scuola strettamente violinistica, il più famoso dei suoi allievi, il compositore mwzaAntonio Salieri, che da Tartini prese lezioni durante i suoi anni giovanili a mwzqVenezia. È in questo periodo che probabilmente scrive le mwzgvariazioni per mwzwviolino e mw0abasso continuo intitolate mw0qL'arte dell'arco,cite-ref-16[16] basate sulla gavotta della mw1gsonata per violino op. 5 n. 10 di mw1wArcangelo Corelli.
mw2qGià molto forte sul violino [mw2gmw2wPugnani] andò a vedere Tartini a Padova per consultarlo a proposito del proprio modo di suonare. Prima di suonare alcunché, lo pregò di dargli sinceramente il suo parere. Aveva appena iniziato ad eseguire una sonata che Tartini gli fermò il braccio dicendo "Siete crescente". Ricominciò e, arrivato allo stesso punto sente che Tartini di nuovo gli ferma il braccio dicendo "Siete calante". A questo punto lascia il violino e chiede a Tartini di dargli delle lezioni. In effetti si trattenne qualche mese a Padova e si mise a studiare daccapo il suo strumento sotto la guida di quel grande maestro. È per questo che molte persone dicono che mw3aPugnani fu suo allievo.cite-ref-17[17]
Tartini ha senza dubbio saputo acquisire in seguito dal punto di vista dell'espressione e del gusto ciò che gli mancava allora, a giudizio di Quantz, poiché, ogni volta che sentiva suonare con destrezza, ma senz'anima, diceva: «mw4gQuesto è bello, questo è difficile, ma non parla all'anima!».
Attorno al mw5a1740, Tartini strinse importanti amicizie con scienziati e personalità illustri, fra cui si ricordano mw5qGian Rinaldo Carli, il di cui "Dialogo della musica antica e moderna" ne riporta la testimonianza diretta, mw5gpadre Stellini, l'mw5wabate Gregorio Bresciani, l'abate Vincenzo Rota, che disegnò l'unico ritratto di Tartini a noi giunto, il mw6gmarchese mw6wAngelo Gabrielli (poi I principe di Prossedi), il mw7aconte mw7qGiordano Riccati. Contatti frequenti ci furono anche con il conte mw7gFrancesco Algarotti (le lettere di Tartini ad Algarotti sono di estremo interesse per la conoscenza delle sue idee), che lo mise a sua volta in contatto con mw7wFederico II di Prussia (per il quale Tartini scrisse un Concerto per flauto). Inoltre, ebbe contatti anche col matematico e fisico mw8aLeonardo Eulero e, probabilmente, con mw8qD'Alembert.
L'interesse di Tartini per le speculazioni teoriche fu costante per tutta la sua vita, al punto che egli si allontanò progressivamente dalla pratica compositiva e da quella esecutiva per dedicarsi assiduamente all'elaborazione dei suoi trattati.
Per tutta la vita fu oberato dalle continue ed insistenti richieste di aiuto economico da parte della famiglia a Pirano, testimoniate nelle numerose lettere conservate presso la sezione piranese dell'Archivio Regionale di mw9aCapodistria.
Tartini fu ufficialmente in servizio presso la Cappella Antoniana fino al mw9g1765, anno in cui gli successe l'allievo Giulio Meneghini. Svolse l'attività di insegnante almeno fino al mw-a1767 e continuò fino alla fine dei suoi giorni a perseguire lo scopo di perfezionare la sua teoria sul sistema armonico.
In età molto avanzata, fu colpito dallo mw-gscorbuto. mw-wPietro Nardini, uno dei suoi allievi prediletti, partì da mw-aLivorno alla notizia della sua malattia e gli prodigò le sue cure fino all'ultimo momento. A causa di una mw-qgangrena alla gamba che l'aveva reso ormai infermo, Tartini morì il 26 febbraio mw-g1770, un anno dopo la morte della moglie. Il suo corpo fu deposto nella mw-wchiesa di Santa Caterina a Padova, accanto a quello di sua moglie: una cerimonia funebre, ordinata dal suo successore, Giulio Meneghini, fu celebrata in suo onore nella chiesa dei serviti. L'abate Fanzago pronunciò il suo elogio e la cappella di Sant'Antonio eseguì un mwaqimwaqmrequiem di composizione di mwaqqVallotti.
Lasciò tutti i suoi scritti al suo protettore, il conte di mwaqyThurn und Taxis, chiedendo a padre Colombo di pubblicare il suo mwaqgTrattato del suonocite-ref-18[18].
Curiosità legate all'artista
mwaraCharles Burney nel suo scritto mwareViaggio musicale in Italiacite-ref-19[19] (mwary1771) nel quale racconta di aver passato tre giorni a mwarcPadova, descrive il rapporto di Tartini con la moglie Elisabetta Premazore come quello fra mwargSocrate e mwarkSantippe.cite-ref-20[20] Nutriva più famiglie indigenti e fece allevare più orfani a sue spese. Dava anche lezioni gratuite a quelli che volevano apprendere la musica e non avevano mezzi per pagarlo.
Il posto che occupò per trent'anni non gli rendeva che 400 mwar8ducati e non era obbligato a suonare che alle feste, ciò nonostante, non lasciava passare una settimana senza suonare più volte.
Il teatro a lui intitolato nella sua città natale, mwasePirano, fu inaugurato il 27 marzo 1910 non con una sua composizione, né con musica, ma con la tragedia mwasiFedra di mwasmUmberto Bozzini, messa in scena dalla Compagnia di mwasqItalia Vitaliani, prima attrice, con mwasuPaola Pezzaglia prima attrice giovane.
Le leggende dopo la morte
A Padova molti testimoni riferiscono di aver visto nella chiesa di Santa Caterina, di notte, l'ombra di una figura femminile che si muove come se stesse ballando al suono di una misteriosa musica. Altre volte, invece, è stata avvistata una figura incorporea dall'aspetto di un uomo vestito in abiti che si usavano nel Settecento, mentre suona appassionatamente un violino. Proprio in questo edificio Giuseppe Tartini è stato sepolto assieme alla moglie. Poiché la tomba del compositore è stata aperta e trovata inspiegabilmente vuota, si è diffusa la convinzione che le strane figure viste nei pressi della chiesa di Santa Caterina, siano i fantasmi di Tartini e della moglie. In realtà i resti del compositore furono distrutti da un acido, versato nella tomba per accelerarne la dissoluzione. Infatti, il particolare terreno su cui sorge la chiesa comprometterebbe i fenomeni putrefattivi.
Considerazioni sull'artista
Non conosciamo che pochi brani di musica vocale di Tartini, come il mwaskmwasoMiserere eseguito a mwassRoma, il mercoledì santo del mwasw1768 alla presenza di mwas0papa Clemente XIII. Il barone Agostino Forno, autore di un elogio di Tartini, che vi assisté, dice che questo pezzo merita il primo posto tra tutti quelli dell'autore. Essi recano, in generale, l'impronta e l'invenzione del genio; il canto è grazioso, vivo e pittoresco, l'mwas4armonia è melodiosa e semplice, sebbene sapiente. Tartini era tanto grande come compositore che come violinista. mwas8Algarotti dice che prima di comporre, Tartini aveva l'abitudine di leggere un mwatasonetto di mwatePetrarca che gli piaceva molto, per la finezza del sentimento e che faceva ciò per avere un oggetto ben determinato da esprimere poi in musica. È così che nelle sue sonate, la più grande varietà è congiunta all'unità più perfetta. Ma ascoltiamo mwatiPierre-Louis Ginguené analizzare i suoi concerti:
«Si sa che questo grand'uomo operò una doppia rivoluzione nella composizione musicale e nell'arte del violino. Dei canti nobili ed espressivi, dei tratti sapienti ma naturali e disegnati su un'armonia melodiosa, dei motivi sviluppati con un'arte infinita e senza l'aria di schiavitù e pedanteria che
Corelli
stesso, più preoccupato del contrappunto che del canto, non aveva sempre evitato; niente di trascurato, di inutilmente affettato, canti ai quali è impossibile non attribuire un senso e dove si intravede appena che la parola manca. Tale è il senso dei concerti di Tartini.»
(Ginguène)
L'abate Vincenzo Rota di Padova, compositore spesso consultato da Tartini stesso, dettò questo distico latino perché venisse messo in basso al ritratto del suo amico:
Tartini haud potuit veracius exprimi imago
Sive lyram tangat, seu meditatur, is est
Quest'altro distico è del conte Antonio Pimbiolo di Padova:
Hic fidibus, scriptis, claris hic magnus alumnis
Cui par nemo fuit, forte nec ullus erit.
Tartini nel fumetto
In un albo di mwauqDylan Dog, mwauuIl Trillo del Diavolo è l'opera che una giovane e bella violinista suona sotto la direzione di un vecchio compositore che vuole perfezionarla al punto di renderla uguale a quella suonata dal diavolo nel leggendario sogno di Tartini. Le note della nuova melodia causano però reazioni inspiegabili ai suoi ascoltatori mettendoli a diretto contatto con l'mwauyinferno. Inoltre, in numerose storie della serie, lo stesso Dylan Dog esegue tale musica al clarinetto (con scarsi risultati, a detta dell'assistente mwaucGroucho).
Saggi e trattati
• mwausTrattato di musica secondo la vera scienza dell'armonia, Padova, 1754 in-4ºcite-ref-21[21]
Questo trattato, dedicato da Tartini al mwavenobile sig. conte Decio Agostino Trento, si basa in parte sul fenomeno del mwavmterzo suono cite-ref-22[22], mwavgJean Jacques Rousseau diede un estratto di quest'opera all'articolo «sistema» del suo mwavkdictionnaire de musique e sembrò preferire le idee di Tartini a quelle di mwavoRameau. M. Serre de Genéve accumulò le obiezioni contro il sistema di Tartini, nel secondo capitolo delle sue mwavsobservations sur les principes de l'harmonie che diedero luogo all'opera seguente:
«Il sistema di Tartini», dice Forkel a seguito di questa risposta, «è ammirato quasi esclusivamente in Italia, in Francia lo è soltanto in parte e per nulla in Germania. Schreibe, nel suo trattato di composizione, assicura che Tartini si è servito della penna di padre Colombo, come Rameau di quella di Castel. A detta del teorico tedesco, Tartini era in grado di comprendere soltanto la più semplice aritmetica. Con un grande apparato di calcoli ha voluto darsi l'aria di un profondo teorico»
Si fatica a comprendere come un tale sistema avesse potuto essere ammirato in Italia e in Francia, poiché non è mai stato compreso da nessuno e l'autore stesso, probabilmente, non ha mai saputo quello che voleva dire. Grande violinista, grandissimo compositore, Tartini era un debole geometrista, un fisico ancor meno preparato ed un cattivo logico. Arrivati ad un'epoca in cui non si credeva di poter dare alla musica un fondamento nella natura che donandole un fondamento nella fisica, ebbe la debolezza come Rameau che ne aveva dato per primo l'esempio, di sacrificarsi a questo fine. Volle inventare un sistema, ma come Rameau aveva preso per base il fenomeno della risonanza multipla, egli prese come fondamento il fenomeno inverso, sul quale edificò, come poté, un sistema di cui né lui né i suoi lettori poterono mai capire nulla, perché non era in effetti a forza di oscurità che si poteva dare un'aria di verosimiglianza a queste chimere.
• mwawgDissertazione dei principi dell'armonia musicale, contenuta nel diatonico genere, Padova, 1767, in-4ºcite-ref-24[24]
In quest'opera, dedicata mwaw4a sua eccellenza il signor principe mwaw8Angelo Gabrielli, Tartini cercò di evitare di ricadere nei difetti che Serre gli aveva rimproverato. Quelli che desiderano conoscere la refutazione algebrica del sistema di Tartini, possono leggere il discorso preliminare del mwaxanuovo sistema di musica pubblicato da Mercadier de Belesta nel mwaxe1776.
Sorge aveva pubblicato ad mwaxmAmburgo, nel mwaxq1744 mwaxuAnweizung zur stimmung der orgelwerke unde des claviers (mwaxyistruzioni per accordare gli organi e i clavicembali) in cui fa menzione della coesistenza di un suono grave uguale all'unità, ma non è il primo che ha scoperto questo fenomeno, come pretende Chladni, Tartini lo aveva osservato fin dal mwaxc1714 facendone la base del suo trattato di musica, ma non lo rese pubblico che nel mwaxg1754, nel suo mwaxktrattato di musica. Romieu aveva presentato nel mwaxo1751, all'accademia di mwaxsMontpellier, la sua memoria sullo stesso fenomeno. Tartini sosteneva che questo mwaxwterzo suono fosse di un'ottava più acuto di quello che è in realtà, ma Mercadier ha ben confutato questa falsa asserzione.
• mwax8Lettera a Maddalena Lombardini Sirmen, mwaya1760.
Opere
mwayoCanzoncine sacre ad una e tre voci
• Alma contrita
• Alma pentita
• Amare lacrime
• Caro Signor amato
• Chi cerca un'innocenza
• Crocifisso mio Signor
• Dio ti salvi regina
• Dolce mio Dio
• E m'ami ancor
• Iddio ti salvi
• Infrangiti mio cor
• Mio Gesù con tutto il cuore
• No, che terreno fallo
• O peccator che sai
• Rimira, o peccatore
• Ti voglio amar Gesù
• Vedi, Signor, ch'io piango
• Vergine bella del ciel regina
• Vergine bella e pietosa
• Voglio amar Gesù anch'io
• Stabat mater
• Pange lingua
• 2 Tantum ergo
• 3 Miserere
mwaauMusica strumentale (manoscritta)
• circa 135 concerti per violino
• concerti per altri strumenti
violoncello, in LA
violoncello, 2 corni, in RE
flauto, in SOL
flauto, in FA
• Sinfonie e sonate in 4 parti in RE, SOL, LA
• 11 (alcuni in 5 parti, uno con due trombe), dubbi
• circa 40 sonate in trio (per 2 violini e basso continuo)
• circa 135 certe e 40 dubbie sonate per violino e basso continuo
mwabyMusica strumentale (pubblicata)
• Sei concerti a 5
• sonate per violino, basso continuo
• Sonate e una pastorale
• concerti a 8
• Sonate
• Sei sonate a tre
• mwab8L'arte dell'arco
• Sonata mwacemwaciIl trillo del Diavolo
mwacqTrattati
• mwaccTrattato di musica secondo la vera scienza dell'armonia, Padova, Giovanni Manfrè, 1754.
Note
cite-note-11. ↑ mwac4Antonio Capri, mwac8Giuseppe Tartini, Milano, Garzanti, 1945, p.mwada 12.
cite-note-22. ↑ mwadq(mwadumwadyIT) Pierluigi Petrobelli, mwadcGiuseppe Tartini, le fonti biografiche, Vienna-Venezia, Universal, 1968, p.mwadg 40.
cite-note-33. ↑ Sergio Durante, Tartini, Padova, l'Europa, Livorno, Sillabe Editore, 2017, p. 10
cite-note-44. ↑ mwad8(mwaeamwaeeIT) Pierluigi Petrobelli, mwaeiTartini, le sue idee e il suo tempo, Lucca, LIM, 1992, p.mwaem 3.
cite-note-0-55. ↑ mwaek(mwaeomwaesIT) Pierluigi Petrobelli, mwaewGiuseppe Tartini, le sue idee e il suo tempo, Lucca, LIM, 1992, p.mwae0 4.
cite-note-66. ↑ mwafeAntonio Vandini, mwafiManoscritto DXVII della Biblioteca del Seminario di Padova, p.mwafm c. 2. mwafu«Si diede a trattare certa Figlia, modesta bensì, et avvenente, dal che nell'animo suo nacque un riscaldamento così fatto, che s'è determinato d'isposarla a fronte di qualunque disparità di condizione e fortune.»
cite-note-77. ↑ mwafk(mwafomwafsIT) Claudio Bellinati, mwafwContributo alla biografia padovana di Giuseppe Tartini con nuovi documenti., Tartini, il tempo e le opere, a cura di A. Bombi e M.N. Massaro, Bologna, Il Mulino, 1994, pp.mwaf0 23-33: 27..
cite-note-88. ↑ mwageGian Rinaldo Carli, mwagiOsservazioni sulla musica antica e moderna, 1743, p.mwagm 40. mwagu«"ogni giorno per otto ore continue l'esercizio vostro non è stato altro che il violino."»
cite-note-99. ↑ mwagk(mwagomwagsIT) Agostino Forno, mwagwProse volgari del barone Agostino Forno, Palermo, 1767, pp.mwag0 133-134.
cite-note-1010. ↑ mwahe(mwahimwahmIT) Francesco Fanzago, mwahqCompendio della vita di Giuseppe Tartini, in Orazione del signor abate Francesco Fanzago padovano delle lodi di Giuseppe Tartini, recitata nella chiesa de' RR. PP. Serviti in Padova li 31 marzo l'anno 1770, Padova, Conzatti, 1770, p.mwahu 41.
cite-note-1111. ↑ citerefei-giuseppe-tartiniGastone Rossi-Doria, mwahkmwahoTARTINI, Giuseppe, in mwahsmwahwEnciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937.mwah0
cite-note-1212. ↑ mwaiqmwaiuF. de Boni, mwaiyBiografia degli artisti ovvero dizionario della vita e delle opere dei pittori, degli scultori, degli intagliatori, dei tipografi e dei musici di ogni nazione che fiorirono da' tempi più remoti sino a' nostri giorni (Google eBook); editore A. Santini e figlio, 1852 (pagina 997) mwaicGiuseppe Rovani, mwaigCento anni; edito da Stab. Redaelli, 1868 (pagina 306) mwaikGiuseppe Arnaud, mwaioTeatro, arte ed artisti: mosaico d'aneddoti di escursioni storiche, schizzi biografici ed artistici (Google eBook); edito da G. Gnocchi di Giacomo, 1869 (pagina 28) mwaisGiuseppe Pizzati mwaiwLa Scienza de Suoni et dell'Armonia (Google eBook) 1782 (pagina 228) mwai0mwai4mwai8mwajaDa un sito svizzero di biografiemwajm (mwajsmwajwPDF), su mwaj0lanternarossa.ch. mwaj4mwaj8mwakamwakeDall'archivio del Corriere della Sera, su mwakiarchiviostorico.corriere.it. mwakmmwakqDa un sito di Musica classica mwakuArchiviatomwaky il 4 marzo 2016 in mwakcInternet Archivemwakg.
cite-note-1313. ↑ Se si canta un mwak0duo in terze, il basso è sottinteso per ogni orecchio sensibile, esso si fa sentire distintamente quando sul violino si esegue un seguito di terze perfettamente giuste: «mwak4se non sentite il basso» diceva Tartini ai suoi allievi, «mwak8le vostre terze o le vostre seste sono imperfette»
cite-note-1414. ↑ mwalm(mwalqmwaluIT) Pierluigi Petrobelli, mwalyGiuseppe Tartini, le sue idee e il suo tempo, Lucca, LIM, 1992, p.mwalc 5.
cite-note-1515. ↑ mwals(mwalwmwal0IT) Pierluigi Petrobelli, mwal4Giuseppe Tartini, le sue idee e il suo tempo, Lucca, LIM, 1992, p.mwal8 6.
cite-note-1616. ↑ mwammMatteo Cossu (a cura di), mwamqGiuseppe Tartini, L'arte dell'arco, Kassel, Bärenreiter, 2022, p.mwamu III.
cite-note-1717. ↑ mwamk(mwamomwamsFR) François Fayolle, mwamwNotices sur Corelli, Tartini, Gavinìes, Pugnani et Viotti, Parigi, 1810, pp.mwam0 33-34.
cite-note-1818. ↑ Si son fatte esaminare da uomini dottissimi le carte di Tartini che aveva molto scritto sulla teoria della musica, ma questo musicista pieno di spirito e di talento si era messo a correr dietro, sulla fine della sua vita a delle idee metafisico-teologiche che pretendeva di mettere in relazione ad mwaneAristotele e mwaniPlatone. Si sa che anche mwanmRameau, aveva inseguito le stesse chimere
cite-note-2020. ↑ mwan8(mwaoamwaoeIT) Charles Burney, mwaoiViaggio musicale in Italia, a cura di Enrico Fubini, Torino, EDT, 1979, p.mwaom 118, mwaoqISBNmwaou 978-88-5920-153-3. mwaog«Egli sposò presto una moglie del genere di Santippe che, nei momenti più difficili, gli fece esercitare una pazienza veramente socratica.»
cite-note-2121. ↑ mwaowmwao0mwao4Giuseppe Tartini, Trattato di musica secondo la vera scienza dell’armonia, Padova, Manfré, 1754, su mwao8archive.org.
cite-note-2222. ↑ R. Cresti, Ipertesto di Storia della Musica, Città Ideale, Scandicci, 2004 p.263
cite-note-2323. ↑ mwapymwapcmwapgGiuseppe Tartini, Risposta di Giuseppe Tartini alla critica del di lui trattato di musica di M. Serre di Ginevra, Venetiae, 1767, su mwapkarchive.org.
cite-note-2424. ↑ De' principj dell'armonia musicale contenuta nel diatonico genere. Dissertazione di Giuseppe Tartini. In Padova, MDCCLXVII, nella Stamperia del Seminario, con licenza de' superiori
Bibliografia
• Gastone Rossi-Doria, mwaqaTartini Giuseppe, in mwaqeEnciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937
• Antonio Capri, mwaqmGiuseppe Tartini [con 22 illustrazioni e un catalogo tematico], Milano, Garzanti, 1945
• L. Ginzburg, mwaquGiuseppe Tartini, Mosca, 1957.
• Pierluigi Petrobelli, mwaqcGiuseppe Tartini: Le fonti biografiche, Vienna, Universal Edition, 1968.
• Paul Brainard, mwaqkLe sonate per violino di Giuseppe Tartini Catalogo tematico - edizione mwaqoSolisti Veneti, Padova 1975
• Giuseppe Tartini, mwaqw"Scienza Platonica fondata nel cerchio" a cura di Anna Cavalla Todeschini per conto dell'Accademia Tartiniana di Padova presidente Enzo Bandelloni, comitato di redazione Francesco Cavalla, mwaq0Edoardo Farina, mwaq4Claudio Scimone. Il testo riproduce un lavoro inedito il cui manoscritto si trova presso il Museo del Mare a Pirano. edizione mwaq8CEDAM
• Giuseppe Tartini,mwareTrattato di musica secondo la vera scienza dell'armonia, Nella Stamperia del Seminario, Appresso Giovanni Manfrè, PADOVA, MDCCLIV – Riedizione Anastatica, Edizioni de mwariI Solisti Veneti, mwarmCEDAM, PADOVA, 1973
• Giuseppe Tartini, mwaruDe' principj dell'armonia musicale contenuta nel diatonico genere – Dissertazione, Stamperia del Seminario, PADOVA, MDCCLXVII - Riedizione Anastatica, Edizioni de mwaryI Solisti Veneti, mwarcCEDAM, PADOVA, 1974
• P. Barbieri, mwarkAcustica, accordatura e temperamento nell’Illuminismo Veneto, Roma, Torre d’Orfeo, 1987.
• Pierluigi Petrobelli, voce mwarsTartini Giuseppe, in mwarwDizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti (diretto da Alberto Basso), Utet, Torino, Le Biografie, Vol. VII, 1988, pp.mwar0 640–646
• Pierluigi Petrobelli, mwar8Giuseppe Tartini, le sue idee e il suo tempo, Lucca, LIM, 1992. ISBN 8870960684
• Enrica Bojan, mwasiIntroduzione, in Giuseppe Tartini, mwasmTrattato di musica secondo la vera scienza dell’armonia, (a cura di Enrica Bojan), Palermo, Novecento editrice, 1996, pp.mwasq 5–30
• Giovanni Guanti, mwasyChi ha paura della ‘Scienza platonica fondata nel cerchio’ di Tartini?, in «Rivista Italiana di Musicologia», vol. XXXVIII, n. 1 (2003), pp.mwasc 41–73
• Luca Del Fra, a cura di, mwaskCommercio di lettere intorno ai principj dell’armonia fra il signor Giuseppe Tartini ed il conte Giordano Riccati, Lucca, LIM, 2007.
• Marianne Rônez, mwassLo sviluppo della tecnica violinistica italiana fino a “Il Maestro delle nazioni”, Giuseppe Tartini, in Ennio Francescato (a cura di), mwaswDalla Foresta alla musica, Atti del 35º Congresso Internazionale ESTA/From the Woods to Music, Proceedings of the 35° International ESTA Conference (testo bilingue), Cremona, Cremona Books, 2008, pp.mwas0 126–153
• Acciai, Giovanni/Gatti, Enrico/Tavella, Konrad, mwas8Regole per ben suonare e cantare, Pisa, Edizioni ETS, 2014.
• Črtomir Šiškovič, mwateGiuseppe Tartini: le “Piccole Sonate”, in «A tutto arco», (rivista ufficiale di ESTA Italia-European String Teachers Association), anno 10, numero 3 (2017), pp.mwati 16–40.
• Sergio Durante, mwatqTartini, Padova, l'Europa, Livorno, Sillabe Editore, 2017.
• Giuseppe Tartini, mwatyLettere e documenti, volume 1, a cura di Giorgia Malagò, Trieste, Edizioni Università di Trieste, 2020 (ed. on-line)
• Sergio Durante, mwatgTartini: gli amici, i nemici Appunti per una psicobiografia, Discover Tartini, 2024.
• Isacco Burchietti, mwatoLe regole per ben suonare il violino di Giuseppe Tartini: trasmissione e ricezione di un trattato didattico nel Settecento, in Musica Perseguitata e Patrimoni Musicali - Primo incontro del Dottorato di ricerca, mwatsConservatorio Francesco Venezze di Rovigo, 2025, ISBN 979-12-210-9525-8
• Mirko Schipilliti, mwat4Giuseppe Tartini. Genio dell’arco. Una biografia critica, pp.mwat8 XVI+512, Illustrato, mwauaZecchini Editore, Varese, 2025, ISBN 978-88-6540-452-2.
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikisource
• Wikiquote
• Wikimedia Commons
• Wikisource contiene una pagina dedicata a Giuseppe Tartini
• Wikiquote contiene citazioni di o su Giuseppe Tartini
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Giuseppe Tartini
Collegamenti esterni
• citereftreccani-itTartini, Giuseppe, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaGastone Rossi-Doria, TARTINI, Giuseppe, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937.
• citerefsapere-itTartini, Giusèppe, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Giuseppe Tartini, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefdbiPierpaolo Polzonetti, TARTINI, Giuseppe, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 95, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2019.
• citerefliber-liberOpere di Giuseppe Tartini, su Liber Liber.
• citerefmlolOpere di Giuseppe Tartini, su MLOL, Horizons Unlimited.
• citerefopen-library(EN) Opere di Giuseppe Tartini, su Open Library, Internet Archive.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Giuseppe Tartini, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• Giuseppe Tartini, in Archivio storico Ricordi, Ricordi & C.
• (EN) Spartiti o libretti di Giuseppe Tartini, su International Music Score Library Project, Project Petrucci LLC.
• (EN) Giuseppe Tartini, su AllMusic, All Media Network.
• (EN) Giuseppe Tartini, su Discogs, Zink Media.
• (EN) Giuseppe Tartini, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
• mwauwIstria on the Internet, Prominent Istrians - Giuseppe Tartini, su istrianet.org.
• Pontificia Biblioteca Antoniana - Archivio Musicale - Archivio che custodisce numerose opere originali di Tartini (anche autografi)
• mwavmSpeciale sul Trillo del Diavolo, con immagini, audio e video, su qohelet.altervista.org. URL consultato il 26 giugno 2008 (archiviato dall'url originale il 26 luglio 2009).
• mwavuDiscovertartini - Viaggio alla scoperta dei luoghi tartiniani, attraverso Documenti originali, Spartiti musicali, Lettere autografe, Incipit e Opere del Maestro delle nazioni. (progetto finanziato dal programma Interreg ITALIA-SLOVENIA)
• mwavcGiuseppe Tartini, Lettere e documenti, volume 1, a cura di Giorgia Malagò, Trieste, Edizioni Università di Trieste, 2020, su discovertartini.eu.